Raffaele Cantone nominato capo della Procura di Perugia

L’ha spuntata per 12 voti a 8 contro Masini. A suo favore si sono espresse le toghe di Area (corrente progressista) e i laici di tutto lo schieramento politico

Raffaele Cantone

Raffaele Cantone è il nuovo procuratore capo di Perugia.
Raffaele Cantone, 56 anni, napoletano, è un magistrato, saggista e accademico italiano. Dal 27 marzo 2014 al 23 ottobre 2019 ha rivestito il ruolo di presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione. Vive tutelato dal 1999 e sottoposto a scorta dal 2003 dopo la scoperta del progetto di un attentato ai suoi danni organizzato dal clan dei Casalesi.
Cantone è stato sostituto procuratore a Napoli dal 2007. Dopo è passato agli uffici del massimario della Cassazione. Poi la presidenza dell’Anac e il ritorno alla Suprema Corte.
Ora, fra le altre cosem sarà dunque lui a dirigere le operazioni della procura umbra e a guidare l’inchiesta su Luca Palamara.
Sulla scelta di affidargli le redini della procura titolare dell’inchiesta che ha terremotato il Csm, Palazzo dei Marescialli si è diviso.
Uno scontro durissimo fra le toghe.
Dodici le preferenze per l’ex presidente dell’Anac (autorità anticorruzione). Per lui si sono espressi a favore: la sinistra di Area con 5 voti, tutti i componenti laici, i 3 di M5S, i 2 di Forza Italia, i 2 di Stefano Cavanna ed Emanuele Basile indicati dalla Lega.
Per Masini invece tutto il gruppo di Piercamillo Davigo, Nino Di Matteo compreso, con 5 voti e i 3 di Magistratura indipendente. Si è astenuta Unicost (la corrente che fu proprio di Palamara), incerta fino all’ultimo minuto su come votare.
Uno scontro che testimonia l’importanza ormai raggiunta dalla procura di Perugia, quella che un anno fa ha svelato il caso Palamara, l’ex pm di Roma, ex componente del Csm per Unicost, ex presidente dell’Anm ai tempi di Berlusconi che non solo è accusato di corruzione per alcuni lavori di ristrutturazione a casa di un’amica, ma soprattutto per i suoi rapporti con l’imprenditore Fabrizio Centofanti.
La nomina di Cantone avviene ad un anno dall’inchiesta, che esplose il 29 maggio del 2019 con un decreto di perquisizione, il deposito dell’intero fascicolo per l’udienza preliminare, in cui vengono custodite le conversazioni di Palamara, registrate anche con un Trojan inoculato nel suo cellulare, e le sue chat whatsapp, e quindi i suoi rapporti con i politici Luca Lotti e Cosimo Maria Ferri per pilotare la scelta del procuratore di Roma nel dopo Pignatone.
Perugia, va ricordato, è la procura delegata a indagare su quella di Roma se i suoi magistrati commettono delle irregolarità.
La carica di procuratore capo di Perugia era rimasta vacante da oltre un anno. Da quando è andato in pensione Luigi De Ficchy.
Il magistrato napoletano è stato nominato dal Csm dopo un voto arrivato al termine di una lunga discussione che ha visto i consiglieri divisi principalmente sulla valenza da dare al suo incarico all’Autorità nazionale anticorruzione.