Perugia, attenzione alle “lucciole” da venerdi 7 maggio controlli e multe

Anche quest’anno il Comune di Perugia si attiva per contrastare il grave fenomeno della prostituzione nelle zone di via Settevalli, via del Macello, via delle Caravelle, Campo di Marte, via Penna, via Picolpasso, via Dottori, via Della Scuola a Ponte San Giovanni oltre a Ferro di Cavallo ed nella zona del Pantano.
Per i trasgressori la multa sarà salata (450 euro) e per riceverla basta fermarsi con l’auto nel tentativo di contattare le lucciole o portare a bordo le ragazze.
E’ bene che i lettori sappiano che, nella grande maggioranza dei casi, queste bellissime straniere vengono portate in Italia con l’inganno e una volta giunte a destinazione, con brillanti promesse, viene loro requisito il passaporto, vengono sfruttate e indotte alla prostituzione con minacce costanti per il budget giornaliero da raggiungere “una vera piaga sociale”. Attenzione dunque ai trasgressori visto che lo scorso anno, a Perugia, sono state somministrate oltre 80 multe.

La legge che regola la prostituzione in Italia è la “Legge Merlin“, introdotta nel 1958, che dispose la chiusura delle cosiddette “case chiuse”.
La trasgressione non considera reato l’esercizio in sé della prostituzione, bensì l’attività come lo sfruttamento, l’istigazione ed il favoreggiamento della stessa. Secondo alcune recenti stime la prostituzione in Italia muove un giro d’affari di circa 4 miliardi di euro all’anno, pari per fare un parallelo a circa un terzo del mercato delle sostanze stupefacenti illegali.

La battaglia alla prostituzione in Italia è uno dei cavalli di battaglia cavalcati dal leader della Lega Nord Salvini, un fenomeno che se regolamentatoporterebbe nelle casse dello stato una bella somma ogni anno, sia perché le professioniste sarebbero chiamate a pagare le tasse sui loro proventi, sia perché come tutti i lavoratori dovrebbero aprire una posizione previdenziale e dunque versare i contributi all’Inps.

La situazione ad oggi in Italia e nel mondo emerge da recenti sondaggi che confermano che in Italia più della metà dei cittadini sarebbe favorevole all’ipotesi di legalizzare e regolamentare questo mercato, sia per fare pagare le tasse sui propri guadagni a chi esercita questo mestiere, che per le maggiori garanzie dal punto di vista sanitario che offrirebbe la regolamentazione, che generalmente prevede controlli sanitari periodici per coloro che esercitano la prostituzione.

E’ bene sapere che ad oggi non esiste nessun tipo di monitoraggio sanitario nel settore ed eventuali prostitute malate possono continuare a lavorare e ad infettare i clienti con malattie gravi come ad esempio il Virus HIV (Human Immunodeficiency Virus) di cui sono noti due tipi (1 e 2). L’alterazione immunitaria tipica della malattia è in larga parte dovuta al deficit selettivo di una sottopopolazione infocitaria di cellule indispensabili alla risposta immunitaria, chiamati T CD4+, che vengono infettati dal virus. La sindrome da immunodeficienza acquisita ed i tumori e le sindromi ad essa correlate, sono la diretta o indiretta conseguenza di un’infezione da HIV-1 e HIV-2 tali malattie si prendono attraverso il sesso non cautelativo.

Il virus dell’Aids è la causa di 35 milioni di morti nel mondo. Oggi ne sono affette 37 milioni di persone.

Cari lettori attenzione, dunque alle multe salate ed alle possibili conseguenze.