«Per uscire dalla crisi economica serve un patto per lo Sviluppo»

Il Pil umbro è il peggiore tra tutte le regioni, i dati sull’occupazione sono allarmanti. Intervista a Mario Bravi presidente Ires Cgil Umbria

Mario Bravi, presidente Ires Cgil Umbria

Mario Bravi, presidente Ires Cgil Umbria

di Gerardo De Santis – Segnali negativi si addensano sull’economia umbra. Il rapporto Svimez presentato il 1 agosto, prevede per la nostra regione un Pil a -1,0%. Sarebbe, ove fosse confermato nelle stime definitive dell’Istat, il risultato peggiore tra tutte le regioni.

Infatti accanto all’Umbria, solo le Marche con -0,2% e il Molise con -0,1% hanno un segno negativo, in un quadro di aumento del Pil nazionale pari a +1,5%.

Ma non è il dato del Pil che evidenzia con più chiarezza le difficoltà della nostra regione. Il dato più drammatico si chiama lavoro, sul versante quantitativo e qualitativo.

Sul versante del lavoro che continua drammaticamente a mancare basta evidenziare un dato: nella nostra regione dall’inizio della crisi il tasso di disoccupazione è praticamente raddoppiato: infatti siamo passati dal 5,1% del 2006 al 10,5% del 2017 e nel primo trimestre 2018 abbiamo toccato quota 10,8% , con vari istituti di ricerca che prevedono un ulteriore aumento nel prossimo periodo.

Sul versante della qualità del lavoro, l’istituto Ires della Cgil ha elaborato dati provenienti da Istat, Inps e Centri per l’Impiego, e ha dunque delineato un quadro, se possibile, ulteriormente negativo.

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