Per curare gli immigrati irregolari l’Umbria spende 4,4 milioni di euro

L’assessore Barberini risponde al question time presentato dal consigliere Marco Squarta (Fdi) e ne emerge una realtà complessa e piena di contraddizioni

sprechi-corruzione-sanitàDi Francesco Pastorelli – Che la sanità pubblica stia vivendo uno dei suoi momenti più difficili è sotto gli occhi di tutti. Una realtà impossibile da confutare, visto che ogni assistito sperimenta sulla propria pelle tutte le quotidiane storture che lo costringono sempre più ad armarsi di infinita pazienza ogni qual volta è costretto suo malgrado a fare i conti con le strutture addette ad assicurare cure e prestazioni mediche.

Lo slogan rimane sempre quello: “Sanità gratis per tutti”. Ma poi vai a vedere e le questioni si complicano e la realtà non è proprio così scontata.

I cahiers de doléances si riempiono di nuovi dolori e fra una questione e l’altra (liste d’attesa sempre meno concilianti col principio della prevenzione; Pronto Soccorso che implodono; personale sanitario risicato; interventi chirurgici sospesi per mancanza di anestesisti), c’è davvero poco da stare allegri.

E avoglia a darsi lustro vantando il primato conquistato dall’Umbria tra le regioni benchmark, che ha portato la governatrice Marini ad affermare soddisfatta: «Il lavoro concreto premia sempre».

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