“Ospedale di Perugia, operatori sanitari senza copertura assicurativa per sinistri gravi”

Interrogazione del consigliere regionale Bori (Pd): Pesanti ritardi, intervenire subito

Tommaso Bori

“L’azienda ospedaliera di Perugia è la più grande realtà sanitaria del centro Italia, dopo quelle di Roma e Firenze, un punto di riferimento per l’intera nazione, ma rischia di trovarsi sprovvista di polizza assicurativa”. Lo dichiara il capogruppo del Partito democratico, Tommaso Bori, annunciando la presentazione di una interrogazione in cui sostiene che “l’azienda ospedaliera di Perugia risulterebbe sprovvista dalla copertura assicurativa per sinistri catastrofali. Qualora fosse confermato, è necessario capire come e con quali tempi si intende risolvere questa problematica urgente”.

“Il personale sanitario – spiega Bori – sta garantendo, con uno sforzo al limite del sostenibile, il funzionamento del sistema sanitario sotto pressione a causa degli elevati numeri del contagio di questa seconda ondata di pandemia. Appare dunque paradossale che proprio il personale sanitario, che non smetteremo mai di ringraziare, rischi di trovarsi esposto a rischi per sinistri ingenti. Un fatto che, se confermato, sarebbe di una gravità inaudita. Soprattutto perché riguarderebbe una realtà come quella di Perugia, polo sanitario sanitario di alta specialità che, per le specifiche professionalità presenti, per il complesso di tecnologie innovative e tipologia di prestazioni offerte, è un punto di eccellenza sia per la sanità umbra che per quella nazionale”.

“Il personale del polo perugino – prosegue Tommaso Bori – ha bisogno di garanzie per operare con serietà e serenità. I numeri, a condizioni pre Covid, parlano di un Pronto soccorso che assicura una risposta a oltre 62mila cittadini; la Centrale 118 Unica regionale con l’elisoccorso garantisce interventi in urgenza/emergenza in tutta la regione ; 40mila i ricoveri e 22mila gli interventi chirurgici, oltre 8milioni le prestazioni specialistiche. Tremila le persone che lavorano al suo interno. Tra queste circa 2000 con un ruolo sanitario, 600 con un ruolo tecnico e 200 con un ruolo amministrativo”.

“La polizza che copre la fascia di sinistri più grave – conclude il capogruppo Pd – è scaduta il 27 ottobre e da parte dell’azienda non è stata nemmeno chiesta una proroga. La mancanza di copertura assicurativa per responsabilità civile per sinistri catastrofali creerebbe un ulteriore peso per i tanti operatori sanitari che da ormai 10 mesi sono in prima linea per fronteggiare l’emergenza sanitaria con la loro grande professionalità e spirito di servizio”.