Maestro umilia un bambino di colore davanti ai compagni

I bambini lo riferiscono ai genitori, la dirigente interviene, il caso diventa mediatico

Un maestro della scuola elementare di Foligno ha trattato un alunno di colore in modo del tutto iniquo alle regole didattiche: rivolgendosi al bimbo di colore ha detto ai compagni di classe “vero che brutto?”.

I bambini hanno riportato il fatto ai genitori che sono intervenuti incontrando la dirigente scolastica.Il giro della notizia é rimbalzata sulle cronache nazionali

Il maestro si é giustificato affermando che “si trattava solo di una sperimentazione didattica che puntualmente ho annunciato ai ragazzi”

Il docente è stato intervistato da “Porta a Porta” e un estratto è stato trasmesso dal Tg1. Il docente ha spiegato anche di aver informato gli alunni di quanto stava per compiere in classe.
Si suppone che il maestro verrà sospeso dal servizio, il provvedimento secondo fonti del Miur, è in “via di notifica”. L’Ufficio scolastico regionale avvierà il procedimento disciplinare.

Il dirigente scolastico Antonella Lunti ha dichiarato “Siamo stati informati di questo presunto caso e stiamo predisponendo tutti gli accertamenti necessari”,

Il Ministro dell’Istruzione,Marco Bassetti, ha scritto su twitter “Ho chiesto agli uffici di intervenire immediatamente”. Le strutture territoriali del Ministero stanno predisponendo provvedimenti urgenti a tutela della serenità degli alunni. Il Ministro ha aggiunto “La scuola è luogo di inclusione ed è di tutti”.

Anche la sorella del bambino avrebbe subito un comportamento analogo da parte dello stesso docente. I genitori si sono rivolti a un legale e la vicenda potrebbe finire anche all’attenzione della magistratura.

In una intervista rilasciata all’Ansa l’avvocato Silvia Tomassoni ha comunicato che sta predisponendo un “atto giudiziario”. Senza comunque volere specificare di che tipo. Secondo l’avvocato Tomassoni il padre e la madre dei bambini “sono sereni e chiedono di essere tutelati”. “Non intendo parlare di quello che è successo – ha aggiunto – ma è significativo che la vicenda sia emersa dai racconti degli altri bambini che ne hanno parlato con i genitori”.