L’Umbria stritolata dall’abbraccio mortale della ’Ndrangheta

Molti episodi testimoniano la presenza di radicate infiltrazioni mafiose nel territorio, dove le indagini conducono a personaggi legati alle cosche calabresi

di Martino Cardelli – I tentacoli della mafia avvolgono l’Umbria in un abbraccio mortale.
Le indagini dei Ros, gli arresti e i procedimenti in atto, la dicono lunga sul come la ’Ndrangheta si sia ormai radicata nella nostra regione.

Basti citare l’operazione dei carabinieri denominata “Quarto Passo” che ha portato a 61 arresti sul territorio, confermando la capacità della malavita organizzata di replicare fuori dalla Calabria i propri modelli criminali, mantenendo saldi collegamenti con le cosche di origine ed infiltrandosi nel tessuto economico e sociale con modalità tipicamente mafiose.

In aula Gianluca Bellucci, imprenditore di Ponte Felcino, che anni fa ha denunciato di essere stato vittima di alcuni esponenti della ’ndrina collegata al clan Farao Marin Cola di Cirò Marina, ha esposto i fatti che lo hanno riguardato ed ha parlato delle minacce e delle estorsioni di cui è stato vittima.

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