L’Umbria politica è sotto choc La Regione è paralizzata

Dalla Giunta nessun progetto né tantomeno nuove idee e iniziative per il futuro
E allora gli assessori fanno ognuno repubblica per conto proprio

Palazzo Donini

Palazzo Donini

Di Marco Brunacci – L’Umbria della politica è ancora sotto choc dai risultati del 4 marzo. Con il Pd, ex gigante rosso ridotto a comprimario, padre e padrone di una regione che non lo vuole più, ma anche partito che fatica a trovare una via d’uscita, purchessia, alla sua crisi.

La paralisi del Pd resta per l’Umbria, comunque, la questione centrale. E lo si vede da come si muove, anzi da come non si muove, la Regione. Progetti di respiro non ce ne sono, idee da discutere men che meno, ipotesi di lavoro per cambiare questo o quello neanche l’ombra. E allora gli assessori fanno ognuno repubblica per conto proprio.

C’è chi ha scelto di sbrigare qualche pratica e mettersi al riparo dell’ordinaria amministrazione (la Cecchini e Bartolini) e chi (è il caso dell’assessore Barberini) si é dato una serie di obiettivi, diciamo, tecnici per mantenere il benchmark nazionale dell’Umbria in quanto a gestione della materia sanitaria. Come dire: fa un campionato a parte e se qualcuno (presidente Marini inclusa) fa invasione di campo e prova a intestarsi successi, si incupisce.

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