Lo scalo “San Francesco di Assisi” va difeso per il bene dell’Umbria

Non aveva bisogno della figuraccia dovuta allo stop ai voli di FlyMarche e delle incertezze di FlyVolare

di Piero Pianigiani – Difendere l’immagine dello scalo dell’Umbria “San Francesco di Assisi”, così difendere gli operatori dello stesso, 35 dipendenti Sase, che sono il numero indispensabile, e tutti coloro che lavorano nei servizi generali (dalla Polizia, all’Enac, alle dogante, Guardia di Finanza, Vigili del fuoco, Enav…) le agenzie di noleggio, l’aviazione generale, chi organizza corsi specifici nel settore aviazione (il Cepu) e non ultimi, i dipendenti/titolari delle attività dell’area shopping che nel quadro di una diversa movimentazione dei passeggeri del San Francesco (le attività dovrebbero essere inglobate nell’area sterile – progetto in Enac all’approvazione a Roma), dopo i controlli di sicurezza, come in tutti gli altri scali del mondo.

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