Lasciati soli al freddo e al gelo. Il fallimento di una ricostruzione

Ad un anno dal sisma la Valnerina sembra sempre più avvolta da una fitta nebbia, fra casette che non arrivano mai, appalti assegnati a ditte di pulizie e un commissario straordinario che si ricorda solo di far pagare le tasse ai terremotati. E intanto un altro freddo inverno si avvicina

di Francesco Castellini – E’ passato un anno dal sisma che ha fermato per un attimo il cuore del Centro Italia. Dodici mesi infarciti di promesse, di assicurazioni, di accorati “non vi lasceremo soli”, e intanto il vento freddo di un altro inverno si avvicina e soffia inclemente su una popolazione dolente, sempre più disillusa, scoraggiata.

Ormai non c’è dubbio alcuno, la ricostruzione stenta a ripartire, mentre la Valnerina viene sempre più avvolta da gelide nebbie.

Sarà un’altra brutta stagione per i 6.519 sfollati e per chi attende speranzoso di abitare una delle 776 soluzioni abitative provvisorie promesse e annunciate.

I numeri non fanno ben sperare.

Basti dire che in tutto il Centro Italia sono state consegnate meno di un terzo delle casette necessarie. Nei 50 comuni colpiti sono state ordinate 3.702 soluzioni abitative d’emergenza, delle quali solo 1.054 sono state consegnate. In Umbria il dato si è fermato ad un 27%.

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