I mali della Sanità umbra: barelle in corsia, liste d’attesa e grave carenza di personale

E come se non bastasse mancano 30 primari. Mentre in Regione si continua ad insistere sul piano di contenimento della spesa che pone paletti per salvaguardare l’equilibrio economico di gestione

Sanitàdi Francesco Castellini – E così nell’ospedale più grande dell’Umbria sono riapparse le barelle nei corridoi. Nei giorni scorsi sono stati 5 i malati “parcheggiati” lungo le corsie del Santa Maria della Misericordia. Per loro niente camere dedicate, non c’era spazio. Due letti aggiuntivi sono stati allestiti nel reparto di Geriatria dell’ospedale di Perugia, due al Miama (Medicina interna, angiologia e malattie da arteriosclerosi) e una a Medicina del lavoro.

Dopo una serie di interventi messi in campo per attutire il fenomeno, come la creazione dell’Osservazione breve intensiva (Obi), dove sono confluiti anche i posti letto della ex Medicina interna, resta il problema della ristrettezza degli spazi in alcuni reparti.

Da anni la dirigenza del polo ospedaliero-universitario di Perugia mette in campo azioni e annuncia la fine imminente della prassi in questione. Era il luglio 2015 quando l’allora direttore generale Walter Orlandi, nell’inaugurare l’attività dell’Unità di degenza infermieristica (Udi), con 12 posti letto appositamente dedicati, aveva preconizzato «l’eliminazione definitiva dei posti letto aggiuntivi» una volta che il nuovo assetto fosse entrato a regime. Sono passati tre anni le barelle nelle corsie ci sono ancora.

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