FS, nasce il polo per lo sviluppo del turismo italiano

L’Umbria in forte ritardo sul rilancio del settore

Di Alberto Laganà – E’ noto che in Italia vengano apprezzati i ciarlatani ed i venditori di fumo oltre naturalmente agli incapaci ed i ladri, si spiegano così i ritardi infrastrutturali ed economici del Belpaese.

Sta passando così sotto silenzio un piano ambizioso, ma che nasce da studi approfonditi che delineano i trend turistici per cercare di intercettare venti milioni di turisti in più partendo dagli attuali 100 milioni, il Gruppo FS Italiane vuole favorire la redistribuzione dei flussi turistici per una migliore accessibilità alle città d’arte e ai luoghi di vacanza, valorizzando l’immagine e il patrimonio culturale e paesaggistico del Paese, che interessa nello specifico l’Umbria ricca di storia ed arte ma carente dal punto di vista dell’accessibilità.

Nella nostra regione si vagheggia di nuove stazioni, nuovi percorsi ferroviari invece di potenziare l’esistente e sfruttare sinergie ed opportunità.

Se avessimo dei politici regionali degni di questo nome si poteva spingere le FS ad utilizzare una coppia di ‘pendolino’, molto apprezzato in Svezia, per le tratte interne italiane come Umbria e Marche che necessiterebbero di capitali ingentissimi per rinnovare la rete ferroviaria.

In fondo per promuovere il turismo non c’è bisogno dell’alta velocità (che è tra le prime nel mondo e serve egregiamente le due capitali italiane) ma tempi di percorrenza accettabili.

Secondo le previsioni nel 2030 i viaggiatori nel mondo raggiungeranno quota 2 miliardi, dagli oltre 1,4 miliardi di oggi. Gran parte di questi turisti sceglieranno l’Italia con una crescita dei flussi prevista soprattutto dall’Asia. Il nostro Paese è il quinto al mondo per numero di turisti con circa 60 milioni di arrivi internazionali nel 2018 e una previsione di circa 75 milioni di viaggi dall’estero nel 2023. A livello nazionale i consumi turistici sono pari a oltre 112 miliardi di euro, di cui circa 13 miliardi legati ai servizi di trasporto (11% del consumo turistico interno). Inoltre, il 30% delle persone che viaggia con FS Italiane lo fa per turismo e svago, con un aumento del 20% nel 2019 dei clienti internazionali rispetto al 2018.

Su questo si stanno impegnando il ministro Toninelli e l’ad di FS Battisti, ma tutto il dibattito si incentra sulla tav Torino Lione, assolutamente inutile dal punto di vista turistico ed anche commerciale dal momento che i trasporti avverranno sempre più via mare e da est ad ovest e non dalla Francia all’Italia.

Tornando a FS, sono otto le azioni previste: offerta commerciale, intermodalità, treni storici, turismo dolce, turismo esperienziale, cultura e musica, patrimonio immobiliare e infrastruttura digitale. Azioni dedicate ai turisti italiani e stranieri che, grazie a un’offerta multimodale, avranno a disposizione un sistema di prodotti e servizi tagliati su misura, integrati, digitali e sostenibili, per raggiungere le località di mare, di montagna e le città d’arte del Belpaese.

Saprà l’Umbria inserirsi in questo progetto, ne dubitiamo perchè si sono persi anni preziosi e perchè all’orizzonte non vediamo politici e partiti con un progetto credibile.

E infine: si capisce bene perchè si spinge su Tav e nuove opere, perchè lì c’è spazio per affaristi e mazzette e tutti i mezzi di comunicazione spingono in quella direzione e gli italiani seguono come pecore il pifferaio magico di turno.