Elezioni in Umbria, cambia il Governo dopo 50 anni

Dopo 50 anni la Regione Umbria passa alla Destra capitanata dalla Lega con Donatella Tesei Presidente, una vittoria schiacciante, con  oltre 23 punti, di distacco dal Pd.

La conquista della Regione da parte della destra è una sconfitta netta nei confronti del Pd e dei M5S, che potrebbe dare vita a ripercussioni anche sul governo nazionale, perchè, i fatti hanno dato ragione a Salvini che si conferma  il” capitano”  del primo partito in Italia,  con la lega ad  oltre il 37% dei consensi.

La coalizione di destra raggiunge il 57,55 ed una affluenza mai vista in Umbria nelle ultime elezioni (65,9%, in provincia di Perugia l‘affluenza è stata del 64,66%, era al 6,31 nella precedente consultazione, e in quella di Terni del 63,72% contro il 52,92% della precedente consultazione). Questo vuol dire che la gente a differenza delle altre volte è andata in massa a promuovere la rinascita dell’Umbria ed il cambiamento storico di colore politico.

Vincenzo Bianconi si attesta al 37,48%, buona la performance di Claudio Ricci che alla fine degli spogli si posiziona al 2,64% con zero consiglieri.

Per il leader regionale del Pd, Walter Verini “si è trattato di una sconfitta pesantee significativa, con un risultato superiore alle aspettative”.

Salvini si è complimentato pubblicamente davanti un folto pubblico di giornalisti locali e nazionali con la Tesei,  e non ha mancato di sottolineare che “Donatella ora dovrà mettersi al lavoro per fare funzionare le ferrovie, l’aeroporto, la sanità, la ricostruzione, il turismo e tutte le promesse di impegno istrtuzionale e politico confermato assieme alla Lega nel programma elettorale” che ha ricevuto il consenso della gente umbra che non ha votato la vecchia maggioranza con l’idea di far rinascere una nuova Umbria più forte più competitiva più innovativa nelle idee, nei consensi dei cittadini che giungono con la politica del fare! E non del trascurare.

L’Umbria è dunque il primo ostacolo superato della rivincita di Salvini che ha cercato la mediazione giusta attraverspo un ritorno all’alleanza con la destra che lo ha reso comunque più forte e di questa scelta strategia  bisogna dare atto anche a  Berlusconi che ha saputo accettare di buon grado l’alleanza con il “capitano”  ponendosi  anche di traverso a qualche esponente del partito di FI spaccato in due sulla politica di Salvini.

Nella mattinata gli approfondimenti.