Edilizia in Umbria: riparte il mercato immobiliare

+ 20% degli acquisti rispetto al 2019

Il mercato immobiliare in Umbria sta registrando un aumento del 20% rispetto all’anno precedente.

Già nel 2019 si era registrato un incremento del numero di compravendite pari al 7,1% rispetto al 2018. Lo confermano i dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare, pubblicati sulle “” (riferite all’Umbria) del 19 giugno 2020.

Il volume di compravendite di abitazioni in Umbria l’anno scorso registrava 7725 transazioni normalizzate. Questo dato evidenzia una possibile ripresa dalla crisi storica, che da anni colpisce tutto il comparto edile, già a partire dal 2014.

Nel 2020 emerge un dato significativo ed in particolar modo il fatto che la periferia sia rivalutata come luogo preferenziale dove investire in un immobile, questo motivato dall’esigenza di ottenere una maggior presenza di spazi esterni rispetto al centro città.

Secondo un’analisi condotta dalla Borsa immobiliare dell’Umbria a ottobre 2020, le abitazioni più richieste sul mercato sono quelle tra gli 80 e i 140 metri quadrati,

Si suppone che, tra le motivazioni degli acquirenti, ci sia la costatazione che la crisi sociale, determinata dalla pandemia e dal lockdown di marzo, abbia motivato molte famiglie a riscoprire il valore protettivo dell’abitazione.

Dall’analisi della Borsa immobiliare dell’Umbria emerge che il valore degli immobili spazia da un minimo di 1800 a un massimo di 2200 euro al metro quadrato. Il costo più alto si registra per le abitazioni all’interno del Comune di Perugia, con 2200 euro al metro quadrato.

Seguono Terni (2100 euro al metro quadro), Foligno e Città di Castello (2000 euro al metro quadro), per poi arrivare a valori di 1900-1800 euro al metro quadrato per Spoleto, Gubbio, Assisi, Bastia Umbra, Corciano e Orvieto.

Secondo quanto analizzato dalla Borsa Immobiliare dell’Umbria, inoltre è interessante notare che:

  • vengono preferiti i nuovi edifici e soprattutto quelli di qualità;
  • si è praticamente azzerata la domanda di monolocali;
  • le classi energetiche proposte sono comprese tra la A e la A4;
  • sono state realizzate strutture non solo in cemento armato, ma anche in legno e in acciaio, più diffuse tra i giovani.

Il dato umbro sembra essere in controtendenza con i dati del mercato nazionale. Infatti, l’Istituto Indipendente di Studi e Ricerche, Scenari Immobiliari, in una recente web conference, ha confermato che “l’unica certezza riguardante la tendenza degli indicatori immobiliari è che saranno dominati da un andamento in contrazione e la maggior parte di essi chiuderanno il 2020 con il segno meno”.

Secondo quanto emerso da un sondaggio condotto da Banca d’Italia che ha coinvolto 1403 agenti immobiliari, nel secondo semestre del 2020 si è verificata in Italia l’ennesima flessione dei prezzi degli immobili.

In generale lo sconto medio sui prezzi di vendita rispetto alle richieste iniziali del venditore è rimasto sostanzialmente stabile, al 10,9 per cento (dall’11,1). Anche i tempi di vendita risultano pressoché invariati (a 7,5 mesi). La quota di acquisti finanziati con mutuo ipotecario ha più che recuperato il calo del periodo precedente (al 75,2 per cento dal 66,9). Resta elevato, al 76,8 per cento, il rapporto fra l’entità del prestito e il valore dell’immobile.