Donatella Tesei: “Non esiste a Montefalco alcun buco di bilancio”

La candidata a presidente della Regione risponde con un post su Facebook alle illazioni che girano in Rete

Donatella Tesei

Donatella Tesei non ci sta. Da un po’ di tempo a questa parte girano in Rete una serie di illazioni su un presunto buco di bilancio milionario che lei avrebbe lasciato quando è stata sindaco di Montefalco.

Adesso la candidata a presidente della Regione per il centrodestra ha pensato bene di farla finita con queste chiacchiere e di pubblicare un post molto esplicativo sul suo profilo Facebook.
Quello che segue è il contenuto del messaggio pubblicato in Rete.

ADESSO BASTA. Mi ero ripromessa di fare una campagna elettorale all’insegna del futuro, della proposta, rifuggendo la dialettica dello scontro, ma tutto ha un limite, anche quando siamo in campagna elettorale.

Anche in un’accesa contrapposizione elettorale, falsificare la realtà e veicolare false informazioni travalica la soglia dell’onestà intellettuale per invadere il campo della squallida mistificazione politica, come sta facendo il PD che avrebbe ben altre cose di cui preoccuparsi.

Lo ribadisco oggi, e non lo farò più: non esiste a Montefalco alcun buco di bilancio. Il cosiddetto disavanzo tecnico di 375.000 euro approvato nel bilancio di previsione del 2019 è stato coperto mediante l’applicazione di strumenti “ordinari”, attraverso la distribuzione in tre anni come previsto dalla normativa vigente redatta proprio per andare incontro alle complicate esigenze finanziarie di tutti i comuni.

Ed anche il riaccertamento straordinario dei residui (approvato all’unanimità anche con i voti del PD), eseguito nel 2015 è stato già coperto in 30 anni come disposto dalla norma creata apposta per tutti i comuni. All’esito di ciò il bilancio continua ad essere in equilibrio con il rispetto del pareggio di bilancio e degli indici previsti dalla legge (equilibri accertati a luglio).

è diventato e continua ad essere un modello virtuoso di promozione turistica, di integrazione tra territorio, arte, cultura, eccellenze enogastronomiche e mondo imprenditoriale, nonché esempio di buon governo come riconosciuto da quel 70% di cittadini che hanno deciso di dare continuità al nostro progetto di amministrazione.

Adesso basta davvero, e torniamo a parlare di quello di cui la nostra Umbria ha bisogno: economia, lavoro, sanità e trasporti, priorità per una regione sempre più povera ed in emergenza sociale e che necessità di rimettere al centro il merito rispetto all’appartenenza.

Il futuro di questa terra richiede innanzitutto serietà.