Crescono gli incidenti domestici, solo una casalinga su 5 si assicura

Nonostante l’introduzione della polizza obbligatoria antinfortuni in Umbria circa 40mila sono senza copertura, in compenso calano sempre più le denunce all’Inail

di Angelo Manzotti – Non sempre la casa è un rifugio sicuro. Anzi, tuttaltro. Le nostre abitazioni possono nascondere gravi insidie, lo rivelano i numeri che registrano ogni anno circa quattro milioni di incidenti domestici, tra cui 8 mila mortali.

Secondo il Ministero della Salute le lesioni più comuni riguardano per il 42% ferite agli arti superiori, legate in particolare a incidenti in cucina, il 26% frutto di contusioni, un 11% di fratture e 9% di ustioni.

Questi sono i freddi numeri forniti dal Sinica (sistema informativo nazionale sugli infortuni in ambiente di civile abitazione) che ha minitorato gli ingressi in pronto soccorso ospedaliero in un campione di 22 centri distribuiti su tutto il territorio nazionale.

Secondo questo studio i casi più frequenti sono dovuti alle ferite causate soprattutto da coltelli e oggetti taglienti (lattine, scatolette metalliche, pezzi di vetro), ma anche dalle cadute (da scale, sgabelli) o scivolate, nonché da bruciature derivate da pentole, forno, fornelli, ma anche da ferri da stiro, rovesciamento di acqua, olio e grasso bollente.

Insomma ne emerge una visione meno idilliaca della nostra casa e non v’è dubbio alcuno che gli anziani, i bambini e le casalinghe sono le persone che rischiano di più fra le mura domestiche. Preso atto di tutto questo pericolo sarà bene dunque prestare più attenzione a ciò che avviene in casa, anche se da un po’ di tempo a questa parte a venire incontro ai “casalinghi” di tutte le specie è una legge governativa che punta a prevenire e contenere i danni. Stiamo parlando della cosiddetta assicurazione antinfortuni.

Un obbligo di legge che vige dal 2001 e che nella nostra regione ha raggiunto il picco nel 2011, quando gli assicurati all’Inail furono tra i 18 e i 19 mila. Poi con il passare degli anni i numeri sono andati calando, fino a raggiungere le 12mila polizze assicurative del 2019. Certo, a non favorire l’adesione è senz’altro il limite di indennizzabilità passato al 16% contro il 27, e il costo della polizza raddoppiato da 12 a 24 euro annui, sta di fatto che ormai solo una casalinga su 5 ha deciso di assicurarsi, pochissime. E questo nonostante sia previsto per chi non si assicura una sanzione (massimo 24 euro) che però nessuno si prende la briga di applicare.

D’altra parte qualche mese fa, in un’audizione in Comune, Lorenza Nistri della Direzione territoriale Inail, confermò la scarsa diffusione dell’assicurazione (il 20% in Italia su un numero di aventi diritto pari a circa 6 milioni), con netta riduzione nel corso dell’ultimo anno, rilevando che in Umbria sono circa 40mila le casalinghe che non risultano coperte. «La causa del calo è dovuta spiegò in quella occasione al fatto che finora la tutela riconosciuta dalla legge è limitata»: di fatto in effetti la polizza copre i grandi rischi, gli incidenti domestici molto gravi insomma che purtroppo però non mancano. La responsabile dell’Inail fornì numeri eloquenti anche sulle denunce: «In Umbria gli infortuni denunciati sono passati dai 27 del 2013 ai 15 del 2017; a Perugia nel 2013 le denunce sono state 22, mentre nel 2017 sono state 13. Rispetto al volume di casi sono state costituite solo 5 rendite. Gli infortuni denunciati riguardano in maniera pressoché esclusiva le donne con pari percentuale tra cittadine italiane e straniere».

Articolo pubblicato nel numero di febbraio 2020 di Umbria Settegiorni