Covid, naufragio della campagna vaccinale in Umbria

Ad affermarlo i consiglieri del Partito Democratico in Assemblea legislativa

“Con lo stop dell’iniziativa dei vaccini dei sessantenni in farmacia, naufraga la campagna vaccinale dell’Umbria, costruita sulla sabbia di impegni non mantenuti e pianificazioni non rispettate. E i nostri concittadini in fuga, iscritti come riservisti nelle liste mai attivate in Umbria e già presenti da mesi in Toscana, sono la certificazione plastica del caos che ormai regna sovrano”. Così i consiglieri regionali del Partito democratico Fabio Paparelli, Tommaso Bori, Simona Meloni, Donatella Porzi e Michele Bettarelli, in merito alla campagna vaccinale, “nella quale emerge disorganizzazione e difficoltà di pianificazione, sulla pelle dei cittadini”.

“Non ci sarebbe copertura finanziaria per le vaccinazioni in farmacia degli over 60, così come riferito ai sindacati dei medici di medicina generale – dicono i consiglieri dem – mentre non c’è una data per l’avvio della fascia 50 – 59, sempre in farmacia. E tra i motivi ci sarebbe anche una questione economica. E a complicare il tutto c’è l’annuncio del commissario Figliuolo, che ha aperto, da lunedì 17, all’avvio delle prenotazioni ai 40enni. Cosa che per l’Umbria appare pressoché impossibile, considerando l’impasse sugli ultra 60enni e 70enni”.

“L’altro aspetto, quanto mai emblematico – proseguono i consiglieri – è che alcuni umbri si siano iscritti come riservisti nelle liste della vicina Toscana. Il tutto è consentito e pienamente regolare, a patto che si possa raggiungere il centro vaccinale in non più di 30 minuti. Il ché renderebbe il fatto possibile solo per i cittadini dell’Alto Tevere e del Trasimeno. Mentre da noi non sono mai state attivate le liste dei supplenti per i vaccini in esubero. Ma al di là dei tecnicismi, il fatto racconta del caos e dello scoramento che regna sovrano in Umbria. E soprattutto – concludono – della gravità del rifiuto della Regione di redigere liste trasparenti di riservisti. Rinnoviamo l’appello, finora inascoltato, per un chiarimento definitivo sui tempi e modalità di vaccinazione per 50enni e 60enni”.