Coronavirus: “Più investimenti per personale e potenziamento della rete di emergenza”

La nota dei gruppi di minoranza: “Bertolaso? Meglio assumere subito medici e infermieri”

“Per evitare che l’Umbria sia costretta ad adottare il cosiddetto Piano di Salvaguardia, che, in altre parole, non è altro che lo ‘Scenario di Guerra’ prefigurato giorni fa dal Direttore alla Sanità regionale Claudio Dario, più che consulenti alla Bertolaso, occorre mettere in campo super investimenti, in personale sanitario e potenziamento della rete di emergenza”: è quanto dichiarano in una nota i Consiglieri dei gruppi di minoranza (Bori, Paparelli, Porzi, Meloni, Bettarelli-PD, De Luca-M5S, Fora-Patto civico per l’Umbria, Bianconi-Misto).

“Se, da una parte, il Governo con i 25 milioni di euro messi a disposizione l’estate scorsa – ricordano – era riuscito ad assicurare alla Regione Umbria una prima copertura finanziaria, utile a potenziare posti letto e terapie intensive in vista di una seconda probabile ondata di contagi, dall’altra, dobbiamo prendere atto che l’amministrazione regionale è ancora oggi ferma al palo, e sta arrancando anche con gli avvisi usciti in questi giorni – per di più con proposte illogiche di contratti di lavoro a due mesi – per provare a recuperare il tempo perduto e gli investimenti mai effettuati”.

Per i consiglieri di minoranza la conseguenza di tutto ciò è che “gli operatori della sanità pubblica si sentono sempre più soli. Nonostante il loro grido di aiuto, e, di fronte alla richiesta di adeguati rinforzi, hanno visto solo aumentare le richieste di straordinari e nuovi ordini di servizio per provare a tamponare le falle che si sono venute a determinare in queste settimane. Se pensiamo che, al netto dei pensionamenti, il contingente di personale addetto alla sanità è addirittura diminuito rispetto alla prima ondata della pandemia, viene da domandarsi il perché non sia stato adottato, a tempo debito, un piano straordinario di assunzioni. Se già ad aprile scorso – aggiungono -, avessimo proceduto a bandire concorsi, oggi ci troveremmo in tutt’altra situazione, con personale medico e infermieristico già inserito. Inoltre, al di là delle attuali classificazioni di rischio, che vedono attestare l’Umbria ad un livello moderato – anche se il dato di oggi evidenzia +768 positivi contro i 496 di ieri – e seppur con un alto livello di stress degli ospedali e una scarsa disponibilità di terapie intensive, l’aver sospeso da giorni i tracciamenti, ci pone in una condizione di forte indeterminatezza rispetto al futuro che dobbiamo essere pronti ad affrontare perfino rispetto al più drammatico scenario”.

“A tutto ciò la Regione – sottolineano i rappresentanti dell’opposizione – non può rispondere solo con la previsione di un Piano di Salvaguardia che potrebbe intaccare il principio costituzionale secondo il quale tutti i cittadini hanno diritto, in egual misura, a tutelare la propria salute. Non vogliamo dunque che nella nostra regione si corra il rischio concreto di veder selezionati cittadini di serie A e altri di serie B, a cui potrebbero essere negati gli accessi alle cure a causa della loro età o per la presenza di patologie pregresse. Occorre dunque compiere tutti gli sforzi necessari per evitarlo. Se il Governo, proprio in queste ore – ricordano -, mette a disposizione 30mila test sierologici gratuiti e dispone l’utilizzo del personale dell’esercito per l’esecuzione dei test, ci aspettiamo che la Regione proceda con la stessa velocità a reclutare nuovo personale medico e sanitario in grado di poter assicurare la tenuta del nostro sistema sanitario.

“Stando a quanto scritto nella delibera recentemente assunta – concludono i consiglieri di PD, M5S, Patto civico e Misto – Bertolaso è stato incaricato di ‘dare supporto alla Presidente’, come se non bastassero già l’assessore Coletto, il direttore Dario, il commissario Onnis e i numerosi consulenti già presenti. Ma, evidentemente, è proprio così”.