Cartiera di Trevi in fiamme, per l’Arpa non c’è pericolo ambientale

Scomparsa la macchia blu che aveva colorato la superficie del Clitunno

Il 23 giogno scorso è andata a fuoco una cartiera a Trevi. Sul posto, verso l’ora di pranzo sono intervenute le squadre dei Vigili del Fuoco di Foligno e Spoleto con il supporto di una autobotte (una kilolitrica con 25mila litri di acqua) dalla centrale di Perugia, due autobotti della centrale, la kilolitrica  e il Poseidon (mezzo antincendio aeroportuale) più la squadra dell’aeroporto, il carro nbcr,  un elicottero proveniente da Roma con la benna per effettuare dei lanci di acqua. Mezzi e uomini hanno dovuto lavorare intensamente per domare le fiamme divampate nel piazzale della cartiera, dove ha preso fuoco la carta da macero che vi era stata depositata. Le fiamme si sono propagate in fretta e hanno poi interessato il restante materiale. A dare l’allarme sono stati i dipendenti. Per fortuna non si segnalano feriti.
Sul posto anche due funzionari, il comandante provinciale, una ambulanza del 118, polizia e carabinieri. Sono stati interessati dall’incendio  oltre 9.000 kg di carta da macero lungo tutto il perimetro della cartiera, il Clitunno si è colorato di blu a causa dei coloranti della carta.
ANALISI DELL’ARPA
Dall’analisi preliminare dei dati di laboratorio dei campionamenti delle acque del Clitunno, effettuati nei giorni 23 e 24 giugno, è stato possibile proporre al Sindaco di Trevi la modifica dell’ordinanza, prevedendo la rimozione del divieto di attingimento.

L’ordinanza era stata emessa a seguito dall’incendio del materiale cartaceo stoccato nei piazzali della Cartiere di Trevi, avvenuto proprio nel primo pomeriggio di martedì 23 giugno.

La comunicazione è stata inviata nel pomeriggio odierno, sulla base dei risultati che stanno emergendo dalle analisi effettuate dal laboratorio di Arpa Umbria per quanto riguarda le matrici ambientali – aria e acqua – che consentono, al momento, di scongiurare impatti pericolosi sull’ambiente e sulla salute delle persone.

Matrice aria
Le prime analisi dei dati delle emissioni in atmosfera, rilevati dalla centralina mobile della rete di monitoraggio dell’aria, attivata già alle ore 17.00 del 23 giugno, hanno evidenziato alcuni picchi di particolato (PM10 e PM2,5), benzene, biossido di azoto (NO2) e monossido di carbonio (CO), comunque tutti sotto i valori di soglia previsti dalla normativa.
Lo strumento di rilevazione è stato posizionato in Via Faustana del Comune di Trevi, in prossimità delle abitazioni più vicine allo stabilimento,

Già nella giornata di domani, saranno disponibili i risultati delle analisi dei microinquinanti (diossina, metalli e IPA).

Matrice acqua
Per quanto riguarda le acque del Clitunno, queste sono state interessate dallo sversamento di un colorante ad uso industriale di colore viola, stoccato in un serbatoio plastico coinvolto dall’incendio. Tale prodotto, come da scheda di sicurezza presente in azienda, è risultato essere una miscela contente sostanze pericolose e acido acetico.

Grazie all’immediato intervento dei Vigili del fuoco e all’attivazione da parte dell’azienda di interventi per la messa in sicurezza dell’area, il quantitativo delle sostanze sversate nel corso d’acqua è stato limitato.

I tecnici di Arpa, già dal pomeriggio di martedì 23 giugno, data dell’incendio, hanno provveduto ad una serie di campionamenti delle acque del Clitunno lungo il tratto compreso tra la Cartiera e la zona di Casco dell’Acqua. I campionamenti sono stati ripetuti per l’intera giornata del 24 giugno con l’aggiunta di analisi dei sedimenti.

Dalle ispezioni visive, è stato possibile accertare, già dalla giornata di mercoledì, la scomparsa della macchia colorata sulla superficie del Clitunno, con delle deposizioni sul fondo dello stesso.

Nel momento in cui saranno disponibili tutti i valori delle analisi, sia dell’aria che dell’acqua, sarà possibile prevedere, di concerto con l’USL Umbria2, di proporre al sindaco del Comune di Trevi l’ulteriore modifica o la revoca dell’ordinanza emessa.