Aumentano le domande di disoccupazione

Gennaio nero sul fronte delle domande di disoccupazione in Umbria.
Sono 3.047 quelle presentate contro le 2.647 del gennaio 2018, vale a dire un aumento del 15%.
Come riporta il Corriere dell’Umbria sulla percentuale influiscono soprattutto i mancati rinnovi di contratti temporanei dettati dalle nuove norme e una crescita dell’economia in negativo. Meno, secondo gli addetti ai lavori, il reddito di cittadinanza.

“I dati dell’Istat ci confermano che la situazione lavoro in Umbria resta grave – dice Mario Bravi, presidente IresCgil Umbria – le aziende, per rispondere al decreto dignità, dopo due anni di contratti a termine sono state costrette ad assunzioni a tempo indeterminato. Non tutte le imprese hanno seguito però questa strada tanto che il numero dei disoccupati è aumentato e la qualità del lavoro è peggiorata”. “Spesso – continua Bravi – le aziende hanno spinto per il part-time, soprattutto per quanto riguarda le donne. In questo senso il gap è ampio: hanno avuto un part-time il 35% delle donne e il 9% degli uomini, si parla di uno stipendio mensile medio di 700-800 euro. Una miseria”.

La maggior parte dei contratti a tempo indeterminato hanno riguardato il campo dei servizi e, in parte, l’agricoltura.
“L’economia è ancora in forte crisi. L’industria – dice Bravi – resta in sofferenza così come il settore delle costruzioni. Un discorso a parte, invece, va fatto per il pubblico impiego da dove arrivano la maggior parte delle richieste per la quota 100 e su cui il governo sarà chiamato a dare risposte concrete per coprire i vuoti che si andranno ad aprire”.

Sembra potersi escludere, quindi, che l’aumento delle domande di disoccupazione sia strettamente legato alla corsa (neanche troppo forte in Umbria) per il reddito di cittadinanza sia perché il dato è di gennaio, quando ancora non si conoscevano i requisiti di accesso, sia perché l’aumento è legato alla Naspi, l’indennità mensile di disoccupazione che si rivolge a chi si trova in uno stato di disoccupazione involontaria. Non si può pensare, quindi, a dimissioni strategiche. A proposito di reddito di cittadinanza, i dati relativi alle richieste in Umbria sono ancora in fase di elaborazione ma secondo una stima della Consulta nazionale dei Caf sarebbero circa tremila.