A due anni dal sisma si assiste ad una ripartenza col freno tirato

Molte cose sono state fatte, ma ci sono ancora la maggior parte dei progetti da realizzare sul fronte della ricostruzione

di Francesco Pastorelli – A due anni dal sisma che ha devastato il Centro Italia è sensazione di tutti che la rinascita proceda a rilento.

Basti ricordare che su 65mila case lesionate solo 1.500 sono state riparate e rese nuovamente agibili. Manca ancora da sistemare il 10 per cento delle casette previste.

Dei 13 miliardi che serviranno per la ricostruzione sono stati spesi solo 250 milioni. Il 50 per cento delle macerie è ancora da spostare, senza contare quante sono ancora le case da abbattere.

Ma dalla Regione arrivano parole rassicuranti.

“Due anni fa una scossa di terremoto fortissima metteva in ginocchio l’Italia centrale, cambiando inesorabilmente la storia dell’Umbria e dell’intero Paese. Oggi, seppure con alcune problematiche fisiologiche, la ricostruzione è partita, pur essendo in presenza di un cantiere e un processo di dimensioni amplissime”.

Così la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Donatella Porzi, commentando il secondo anniversario del sisma del 2016. «Con il sisma di agosto e poi con quello dell’ottobre di due anni fa, l’Umbria è stata chiamata a rivivere il dramma che aveva già affrontato nel 1997 e, prima ancora, nel 1979 e lo ha fatto con determinazione ed efficacia, memori degli errori e delle problematiche che quelle esperienze avevano insegnato. Oggi, a distanza di due anni, siamo ripartiti e i numeri parlano chiaro, sia in termini di assistenza, che di progetti e di cantieri. L’Umbria c’è e fa la sua parte con la schiena dritta. Un “grazie” va alla Protezione civile per il lavoro svolto, ma anche al personale tecnico che ha impostato e supportato questa fase».

«In questo mese di settembre – conclude la presidente Porzi – arriva in Aula anche l’ultima legge regionale in materia e anche in quella occasione sapremo cogliere l’opportunità di migliorare il processo della ricostruzione, snellendo le procedure e accompagnando al meglio la ripartenza dell’Umbria».

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